Il 2 agosto 2010 il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha firmato il decreto che stabilisce un importante ampliamento del Parco nazionale dell'Appennino tosco-emiliano: oltre 2.000 ettari di territorio si aggiungono ai 23.613 gia rientranti nel perimetro. Il Parco ha così compiuto il percorso previsto nel decreto istitutivo del 2001 unificando tutto il territorio e dando piena continuità al perimetro. L'iter di ampliamento ha comunque previsto il confronto con gli abitanti, il mondo imprenditoriale e associazionistico, le delibere dei Consigli Comunali, il parere della Conferenza Stato Regioni e l'istruttoria del Ministro dell'Ambiente.
"Il nostro grazie alla gente e agli amministratori di questi territori che hanno voluto fare una scelta per il presente e per il futuro. E' un grande risultato che premia il lavoro di chi ha creduto nel Parco non solo come strumento di tutela dell'ambiente ma anche come opportunità di sviluppo. Lavoreremo per ricambiare la fiducia." - Fausto Giovanelli, Presidente del Parco Nazionale Appennino tosco-emiliano.
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A seguito della richiesta di inserimento nel Parco avanzata dagli abitanti di Sologno al Comune di VillaMinozzo nel 2001, il Consiglio Comunale ha provveduto a deliberare la richiesta di ampliamento della perimetrazione del Parco inserendovi una porzione del territorio del proprio Comune di elevata valenza ambientale. Con la firma del Presiedente Napolitano entra nel Parco questa porzione di territorio che si estende per circa 176,5 ettari e ricomprende per intero lo spartiacque su cui si colloca il paese di Sologno tra l'omonimo rio e Lucola e più a nord il versante occidentale del monte Cafaggio. Nonostante siano rappresentati all'interno dell'area proposta alcuni habitat di interesse conservazionistico, risulta evidente che la principale novità riguarda l'inserimento all'interno del Parco del borgo di Sologno con i suoi nuclei abitativi ancora oggi distinitamente separati: Castello e Villa. Ai valori storico-culturali legati all'abitato si deve aggiungere il particolare quadro paesistico (castagneti da frutto, prati stabili, sentieri, mulini, canali, fornaci per la calce, etc.) nel quale la morfologia del crinale tra il torrente Lucola e il rio di Sologno risulta un tutt'uno con il borgo che diviene in questo contesto un inscindibile elemento con l'ambiente circostante. In questo contesto l'inserimento del borgo all'interno del Parco consente indubbiamente di svolgere azioni di tutela, conservazione e valorizzazione più efficienti, complete ed integrali. Di particolare interesse è inoltre anche il tema geologico. L'area è infatti caratterizzata da affioramenti evaporatici, forme carsiche come inghiottitoi e doline e sistemi carsici sotteranei.
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